La bellezza della fatica e il gusto dell'impresa
   Edizione 2024

Credo che qualcosa Eroica debba anche a Cuba.

Non nascono progetti senza passioni, attenzioni senza tensioni civili, quell'idea di migliorare di un quid il mondo che sta alla base di ogni intrapresa là dove non si ragioni solo di business. 

La prima volta a Cuba andai nel settembre 1989, a Muro di Berlino ancora su, con Gorbaciov che sembrava portare verbo nuovo capace di superare guerre fredde e calde. 

Io ero tra quelli che stavano diventando scettici su una certa politica e su tanti sacerdoti autoreferenziati che la andavano trasformando in mestiere. Avevo già scritto, una specie di testamento politico minimo con cui prendevo distanze dalla nascente casta. Fu proprio coi proventi di quel primo libro, rimasto unico nel genere, che mi pagai viaggio e soggiorno. Brigada Josè Marti, lavoro volontario per la Revolucion o almeno per quel che ne restava e rappresentava. 

A me è servito, testimonianza di vita, ero convinto che quello fosse il modo giusto di stare tra i dimenticati del mondo, tra i peones, tra quelli che il soldo avrebbe finito per spazzar via, scorie della storia, bestie da soma, al massimo masse per cui creare e vendere consumi. C'era un mito da difendere, un'isola che si era fatta la sua Storia indipendente a un tiro di schioppo dal colosso USA, capace di portare esempio ad un intero Continente Desaparecido. 

Giusto perché si sappia che è anche da queste esperienze, che ho continuato in varie forme di volontariato nel Sud del mondo, che nasce lo spirito da cui L'Eroica, l'idea che per ciò che rimaneva dello Sport e di certi territori ci fosse bisogno di un atto di coraggio resistente. 

Oggi? Tutto un altro mondo, sto orgogliosamente tra quelli che hanno perso; è sparito un emisfero, Cuba è allo stremo economico, cambierà presto. Ciò non toglie che resti una meta formidabile cui tendere piccola mano, un luogo magico in cui ancora scorre vita lenta, piena di sorrisi nelle evidenti povertà materiali. Faremo Eroica Cuba, quella politica è ormai romantico modernariato, roba da Barbudos in bianco e nero, dei tempi in cui Gaul vinceva il Giro e Bahamontes il Tour, due scalatori puri, non sarebbe mai più successo. Due percorsi, un po’ di scorci da cartolina, tra le palme, strade più rosse che bianche, centro a Caimito, dove c'era il Campamiento, sede della mia Brigada, e dove ancora oggi potremo soggiornare in modo spartano, a garantire un prezzo che faciliti la partecipazione di molti nostri eroici dall'Italia.

Il tutto per sabato 10 febbraio 2024; perché la domenica 11 pedaleremo ancora, 40 km dentro L'Avana, con molti cubani in varia forma. Al seguito? Quelle auto Anni '50, le pre-rivoluzione, un romantico patrimonio mondiale. 

Esattamente come Eroica e Cuba.


Giancarlo Brocci

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