La bellezza della fatica e il gusto dell'impresa

Il Tour de France 1952 segna il momento più alto della carriera di Fausto Coppi.

Mai come quest'anno il Campionissimo domina, arrivando da un Giro d'Italia che ancora ricorda la fuga solitaria più leggendaria di sempre nella Cuneo-Pinerolo. In Francia Fausto si presenta da favorito indiscusso e si conferma fuori concorso in ognuno degli arrivi in salita, a partire dall'Alpe d'Huez scalata per la prima volta. Bartali ha 38 anni, è fedele al mandato di uomo della Nazionale italiana a sostegno del capitano e si conferma ancora in grado di tenere il passo di tutti gli altri. Sarà quarto, a 47" dal podio e dopo aver contribuito a scrivere pagine indelebili di storia. Sul Galibier l'immagine di uno scambio di borraccia con Coppi diventa un'icona del Novecento. Ancor più importante, ciclisticamente, un passaggio di ruota spontaneo, di Bartali a Coppi maglia gialla, appiedato dalla seconda foratura in serie (per la prima c'era preposto Magni) in un tratto sterrato sulla Costa Azzurra.


Giancarlo Brocci