La bellezza della fatica e il gusto dell'impresa

Altro grandissimo di Francia è Bernard Hinault, fuoriclasse bretone, meno cannibale di Merckx come carattere ma in grado di vincere tutte le volte che, nel pieno della carriera, si pone un obiettivo, compresa la sgradita Roubaix.

Già vincitore di 4 Tour, Hinault rinuncia all'edizione 1983 per problemi ad un ginocchio e in quella 1984 deve fare i conti con l'avvento prepotente di Laurent Fignon, già vincitore l'anno prima e suo compagno di squadra alla "Vie Claire" di Tapie. L'anno dopo Hinault ha 31 anni, Fignon è fermo per operarsi ad un tendine ma c'è un nuovo compagno di squadra scomodo alla Vie Claire, lo statunitense Greg LeMond. Nella tappa di Saint Etienne il Bretone cade, si frattura il naso e passa a malapena la linea d'arrivo con la maglia gialla insanguinata. La difenderà con gravi difficoltà sui Pirenei e LeMond avrà modo di dichiarare che il suo DS Koechli gli ha fatto perdere il Tour. Greg si rifarà l'anno dopo, l'ultimo di Hinault secondo, e vincendo ancora nei Tour 89 e 90.


Giancarlo Brocci